All’ombra del vulcano i grandi del Giro d’Italia si daranno battaglia. Vincenzo Nibali: “Mi inventerò qualcosa”

Ormai ci siamo! Mancano tre giorni alla partenza ufficiale del “Giro d’Italia” numero 100. La Sardegna aspetta la carovana per avviarla verso le montagne del mito, verso quei tornanti che daranno un nome ed un volto a colui che a Milano sarà chiamato ad alzare il trofeo senza fine. Prima del verdetto finale, però, sarà l’ascesa verso i 1892 metri del Rifugio Sapienza a dirci chi potrà aspirare alla vittoria, chi dovrà lavorare a fondo per non rimanere tagliato fuori e chi, invece, è arrivato alla “corsa rosa” in forte ritardo di preparazione.

T13_Jesolo_altLa salita che da Nicolosi porta alla vetta dell’Etna, momento topico della quarta tappa dell’edizione numero 100 del “Giro d’Italia”, sarà il primo palcoscenico per i capitani delle squadre che prenderanno parte alla corsa organizzata dalla “Rcs sport”. Qui Vincenzo Nibali, che al vulcano dà del tu, è atteso al primo squillo di tromba. Il corridore messine ne è cosciente e, da par suo, non si è tirato indietro e ai microfoni dei giornalisti sportivi ha detto: “Proverò a inventarmi qualcosa”. Nibali corre in casa, la strada che porta a Rifugio Sapienza la conosce a menadito. Entrare in maglia rosa nella sua Messina, dove il gruppo sfreccerà il giorno successivo, è uno stimolo forte per il ciclista siciliano.

Ma vediamo meglio cosa ci riserverà la quarta tappa disegnata da Mauro Vegni e dai suoi più stretti collaboratori. Intanto, sarà il primo arrivo in salita del Giro 2017 che non ci dirà chi arriverà trionfatore a Milano, ma potrebbe dirci chi avrà molta strada da recuperare e anche chi sarà fuori dai giochi. Il “Garibaldi” ci parla di una tappa lunga 181 chilometri con partenza da Cefalù. Dopo 55 km ondulati si affronta la salita di Portella Femmina morta: 32 km di lunghezza, 1462 metri di dislivello, il 4,5% di pendenza media e l’8% di pendenza massima. Non sarà un’ascesa determinante per la vittoria finale, ma potrebbe stimolare una fuga da lontano e costringere le formazioni che puntano al traguardo dell’Etna a lavorare per chiudere il buco.

T04_Etna_ukmLa salita finale, invece, si aprirà al gruppo dalle porte di Nicolosi, dopo quasi 160 chilometri di corsa. La strada che porta ai 1892 metri del Rifugio Sapienza sarà lunga quasi 18 chilometri durante i quali la carovana dovrà superare i quasi 1200 metri di dislivello e sopportare una pendenza media del 6,6%.

Contrada “Salto del cane”, ai meno otto dallo striscione d’arrivo, potrebbe essere il posto giusto per sferrare l’attacco decisivo. Qui dove la strada si impenna e la pendenza sfiora il 12% chi vuole vincere, chi ha più gamba, potrebbe mettere in difficoltà gli avversari diretti. L’ultima volta che si arrivò in cima all’Etna vinse Alberto Contador. Era il 2011 e quel Giro d’Italia venne assegnato a Michele Scarponi.

Giovedì prossimo, però, Scarponi non ci sarà, strappato alla carovana da un tragico incidente, l’Astana ha scelto di non sostituirlo e il suo nome, purtroppo, non sarà nel novero di quei corridori che si contenderanno la vittoria di tappa e quella finale de Giro. Dentro questo gruppo ristretto, invece, ci saranno:

Vincenzo Nibali (ITA – Bahrain-Merida). Dei corridori al via del Giro 100, il siciliano è l’unico ad aver vinto due volte il Giro d’Italia (2013, 2016). Il campione in carica ha costruito la sua stagione con l’unico obiettivo di eguagliare Bernard Hinault. “Il Tasso”, recentemente inserito nella Hall of Fame del Giro d’Italia, è stato l’ultimo ad aver vinto tre edizioni della Corsa Rosa (1980, 1982, 1985). Vincenzo ha dichiarato: “Sono molto contento di partecipare ad un’edizione così significativa. Oltre al fatto di essere il centesimo Giro, quest’edizione mi piace perché tocca le due isole – Sardegna e Sicilia – che di rado vedono il ‘grande ciclismo’. Ciliegina sulla torta, l’arrivo nella mia città Messina, anche in questo caso evento molto raro. Sogni e aspirazioni? Senza dubbio, dare il meglio il me e poi sarà la strada a decidere”.

Nairo Quintana (COL – Movistar). Il Giro d’Italia è stato il primo grande giro vinto dal corridore colombiano, nel 2014. Memore di ciò, il vincitore della Vuelta a España 2016 ha dichiarato che non avrebbe potuto mancare la 100esima edizione della Corsa Rosa. Dopo aver conquistato la Tirreno-Adriatico, Quintana sembra essere uno dei favoriti. Il colombiano ha dichiarato: “Il Giro è una delle corse più belle che abbia mai corso. È unica, molto emozionante e con molto seguito da parte dei fan. Ho già vinto una volta il Giro e di conseguenza sono particolarmente legato a questa corsa, e non potevo mancare a questa speciale edizione, la numero 100. In generale, nelle corse in Italia ho sempre fatto bene ed ho sempre ricevuto tanto sostegno dai tifosi italiani che ti fanno sentire amato: anche per questo mi piace correre in Italia. Quest’anno ho davanti una grande sfida, correre Giro e Tour, ma sono fiducioso di poter lottare per la vittoria in entrambi. Al Giro avrò una squadra molto forte e questo mi dà molta sicurezza. Gli ultimi allenamenti in Colombia sono stati molto positivi, credo che la mia condizione sia molto buona”.

S05_Valcava_3DSteven Kruijswijk (NED – LottoNL-Jumbo). Il corridore olandese è uno specialista del Giro d’Italia: l’anno scorso è stato in testo alla CG per cinque giorni, prima che una caduta nella discesa del Colle dell’Agnello gli costasse la Maglia Rosa a due giorni dalla fine del Giro. Settimo nel 2015 e quarto nel 2016, ha promesso che sarebbe tornato per la vittoria. Kruijswijk ha detto: “Dopo il Giro dell’anno scorso, non posso nascondere le mie ambizioni. Tutti sanno che vengo al Giro per salire sul podio finale, cercherò di fare il massimo. È un’edizione speciale del Giro, il percorso è molto impegnativo. Non vedo l’ora che inizi, sarà un’edizione indimenticabile per tutti gli italiani come per ogni tifoso di ciclismo. Ho appena terminato un training camp di tre settimane in altura sul Teide, mentre ora sto affrontando il Tour of Yorkshire per affinare la preparazione. Alla fine di questa corsa sarò pronto per il Giro”.

Adam Yates (GBR – Orica-Scott). Il vincitore della Classifica dei Giovani del Tour de France 2016, quarto in CG, sembra essere il favorito numero uno per la Maglia Bianca del Giro d’Italia nella sua ultima stagione da under 26. Il capitano della formazione australiana è uno dei principali contendenti per il podio finale. A proposito del Giro 100, Adam Yates ha dichiarato: “La centesima edizione dona al Giro un tocco extra di prestigio che si riflette nel livello dei corridori che saranno al via quest’anno, soprattutto tra i contendenti per la CG. Il mio obiettivo è lottare per il podio. La concorrenza sarà davvero agguerrita e poi ci sono le due tappe a cronometro… con il team stiamo lavorando duramente per questo obiettivo: correremo al nostro meglio e vedremo dove arriveremo”.

Thibaut Pinot (FRA – FDJ). Il miglior giovane (terzo a Parigi) del Tour de France 2014 ha deciso di dare priorità al Giro d’Italia rispetto alla corsa di casa, convinto che la Corsa Rosa si adatti meglio alle sue caratteristiche. Il tatuaggio sul suo braccio destro – in italiano – dice tutto circa le sue intenzioni: “solo la vittoria è bella”. Thibaud Pinot ha dichiarato: “Avevo deciso di essere al via di questo Giro 100 già prima dell’edizione dell’anno scorso. È da tanto che volevo fare la Corsa Rosa, finalmente è venuto il momento. Il Giro d’Italia probabilmente è la corsa che si addice meglio alle mie caratteristiche, con le montagne che mi piacciono e il maltempo che a volte si trova sulle Dolomiti a maggio. Sono determinato a far bene nella CG. Il Tour of the Alps è stato un test rassicurante per il mio stato di forma. Credo di essere pronto per poter lottare per il podio finale”.

Geraint Thomas (GBR – Team Sky). Quinto negli ultimi due Tour de France, dove ha scortato Chris Froome al successo, Geraint Thomas ha optato per il Giro d’Italia, gara che ha già corso come neo-pro con la Barloworld nel 2008 e con il Team Sky nel 2012 (miglior risultato: secondo nella cronometro conclusiva). Il gallese guiderà il team inglese insieme a Mikel Landa, terzo al Giro nel 2015. Geraint Thomas ha dichiarato: “Fare il Giro 100 come uno dei leader del Team Sky è una grandissima opportunità per me. Il mio percorso di avvicinamento al Giro sta procedendo bene, mi sento pronto e non vedo l’ora di iniziare. Il Tour of the Alps è stata la mia ultima corsa prima del Giro, vincere mi ha dato una grande iniezione di fiducia. La concorrenza al Giro sarà agguerrita, sarà una corsa dura ed imprevedibile: io sono pronto e non vedo l’ora di iniziare”.

T05_Abetone_ARRBauke Mollema (NED – Trek-Segafredo). Con l’arrivo di Alberto Contador alla Trek-Segafredo l’olandese torna al Giro d’Italia, dopo aver chiuso la Corsa Rosa al dodicesimo posto da neo pro nel 2010. L’anno scorso era secondo nella CG del Tour de France quando mancavano tre giorni alla fine, per poi chiudere a Parigi in undicesima posizione. Il podio di un grande giro è alla sua portata. Bauke Mollema ha detto: “Non vedo l’ora di tornare in Italia, dove ho corso il mio primo grande giro, nel 2010. Sarà sicuramente un Giro speciale, è l’edizione numero 100! I tifosi italiani sono i migliori e io sono molto motivato. Ho supervisionato molte delle tappe e sono cosciente che sarà un Giro davvero duro. Credo di poter dire che il Giro d’Italia, con il suo percorso impegnativo e tutte le salite che lo caratterizzano, sia il piú difficile dei tre grandi giri. Spero di essere al via al meglio della mia condizione per poter lottare con gli altri contendenti per la Maglia Rosa del Giro 100!”.

Tejay van Garderen (USA – BMC Racing Team). 28 anni, l’americano è all’esordio al Giro d’Italia, dopo aver già corso il Tour de France, chiudendo in quinta posizione nel 2012 e 2014. Oltre a van Garderen, la BMC Racing Team ha un’altra carta da giocare per la CG: Rohan Dennis. L’ex pistard australiano ha annunciato la sua intenzione di diventare un corridore da grandi giri, dopo aver chiuso la Tirreno-Adriatico di quest’anno al secondo posto. Tejay van Garderen ha dichiarato: “Non ho mai corsa il Giro d’Italia ma è da tanto tempo che ho voglia di correre sulle strade della Corsa Rosa. Credo sia una grande opportunità poter guidare il mio team in un grande giro. Il percorso si addice alle mie caratteristiche. C’è un buon numero di chilometri a cronometro e tappe di montagna interessanti: il percorso del Giro è molto equilibrato, sicuramente duro, ma mi piace. Il mio avvicinamento al Giro è stato buono. Sentivo che miglioravo costantemente, anche se lentamente, e credo che raggiungerò il picco di forma nel momento giusto”.

Mikel Landa (ESP – Team Sky). Con il terzo posto al Giro d’Italia 2015, Mikel Landa ha dimostrato di avere le carte in regole per poter vincere un grande giro. L’anno scorso una gastroenterite lo ha costretto al ritiro dalla Corsa Rosa; una volta recuperato, lo spagnolo ha corso il Tour de France in supporto a Froome. Ritorna al Giro per guidare il Team Sky insieme a Geraint Thomas. Parlando del Giro d’Italia, Mikel Landa ha detto: “Il Giro d’Italia è una corsa speciale. I tifosi e le persone che incontri al Giro sono così appassionati e veramente ti fanno sentire il loro supporto. La centesima edizione rende questo Giro ancora piú speciale. Sarà una grande sfida, io mi sento bene e sono pronto ad accettarla. Sulla carta sembra una corsa che sorride agli scalatori, penso che possa adattarsi bene alle mie caratteristiche. Abbiamo una squadra forte, non vedo l’ora di tornare al Giro con il Team Sky.”.

Tom Dumoulin (NED – Team Sunweb). Sei giorni in Rosa al Giro dello scorso anno e due vittorie di tappa al Tour de France, l’olandese ha un solo obiettivo: la CG della Corsa Rosa. Per la prima volta, ha seguito una preparazione specifica in altitudine. Tom Dumoulin ha dichiarato: “Il Giro d’Italia è una grande corsa. L’anno scorso ho avuto l’onore di indossare la Maglia Rosa per qualche tappa, è stato speciale. Sarà una corsa incredibile quest’anno, la centesima edizione. Per la prima volta comincio un grande giro con l’obiettivo di fare classifica. Sono pronto insieme a tutto il Team Sunweb per correre al meglio, poi vedremo quale risultato avremo raggiunto a Milano”.

T13_Jesolo_planIlnur Zakarin (RUS – Team Katusha Alpecin). Il corridore russo era al quinto posto nella Generale lo scorso anno prima che una caduta nella discesa del Colle dell’Agnello lo costringesse al ritiro. Un rapido recupero gli ha consentito di vincere una tappa di montagna al Tour de France 2016. Ha iniziato questa stagione con il piede giusto, chiudendo al secondo posto l’Abu Dhabi Tour. A proposito del Giro 100, Zakarin ha detto: “Dopo la caduta dell’anno scorso che mi ha costretto al ritiro, torno al Giro per cercare di chiudere la corsa nei primi cinque. Credo che l’anno scorso, senza quell’inconveniente nella discesa del Colle dell’Agnello, sarei stato in grado di terminare la corsa nella Top 5. Quest’anno la mia preparazione è stata un po’ complicata dalla caduta rimediata alla Volta a Catalunya ma spero di raggiungere la forma in tempo per far bene nel momento giusto. È la centesima edizione, il che rende questo Giro speciale. Spero con il Team Katusha di essere tra i protagonisti perché il Giro è una corsa che mi piace, ha una grande storia alle spalle e non vedo l’ora di essere parte di questa centesima edizione. So che sarà difficile visto i tanti i corridori forti alla partenza, ma a me piacciono le sfide”.

Rohan Dennis (AUS – BMC Racing Team). Secondo alla Tirreno-Adriatico, dove ha vinto la cronometro a squadre inaugurale con la BMC Racing Team e la cronometro individuale finale, l’ex pistard ha annunciato il suo piano quadriennale per diventare un corridore da grandi giri. Il Giro 100 sarà il primo test, il suo focus principale saranno le due prove contro il tempo. Rohan Dennis ha dichiarato: “Ho molto da imparare e devo iniziare da qualche parte. Credo che il Giro d’Italia offra molte opportunità per ottenere un risultato positivo e per questo ho deciso di fare la Corsa Rosa. È il primo grande giro dell’anno e ottenere un buon risultato qui significa poter essere pronto per correre qualsiasi altra corsa. Sulla carta il Giro sembra essere sempre più duro ad ogni edizione che passa. Probabilmente non si adatta al meglio alle mie caratteristiche, quindi fare bene su un terreno che non è proprio il mio significherebbe tanto per me in prospettiva futura. Sono contento della mia forma, I risultati del Tour of the Alps sono promettenti”.

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