Sull’Etna Jan Polanc chiude vittorioso una fuga eroica e Bob Jungels indossa la maglia rosa del #Giro100

Se non fosse stata immortalata in mezzo agli sgargianti colori della Sicilia la vittoria di Jan Polanc, ciclista sloveno della “Uae Emirates”, sarebbe una di quelle vittorie leggendarie. Una di quelle che, negli anni dell’epopea ciclistica, era riservata solo a quei corridori che avevano grandi gambe ma anche tantissimo coraggio. Jan Polanc, per vincere in cima all’Etna, si è fatto 179 chilometri di fuga, una parte dei quali in solitaria, lasciando il resto della compagnia quando erano appena stati coperti due chilometri di gara. “È meraviglioso. Nessuno si aspettava che la fuga arrivasse. Eravamo solo in quattro – ha detto Jan Polanc quando ancora l’adrenalina della vittoria non era stata scaricata del tutto – e non avevamo un grande vantaggio all’inizio dell’ultima salita. Oggi forse è stata la giornata più faticosa della mia vita. Sono davvero felice, vincere ancora nella prima tappa di montagna come ho fatto nel 2015 è fantastico”.

Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Ilnur Zakarin (Team Katusha Alpecin) e Geraint Thomas (Team Sky).

Nessuno si aspettava che la fugT09_Blockhaus_ukma arrivasse. Nessuno credeva che il giovane sloveno potesse farcela. Gli ultimi tre chilometri prima del traguardo di Rifugio Sapienza sono stati lunghissimi, con un vento contro tenace e fastidioso. Dietro di lui i grandi del Giro 100 si guardavano. Vincenzo Nibali, che ha messo la sua squadra avanti lungo le rampe che da Nicolosi hanno portato la carovana ai 1800 metri del vulcano, si è mosso timidamente. Il campione siciliano, che domani arriverà nella sua Messina, ha provato a scattare ma lo ha fatto più per saggiare la reazione degli avversari diretti che per puntare alla vittoria di tappa. Il gruppetto dei “capitani” ha tagliato il traguardo contemporaneamente. Il Giro d’Italia è troppo lungo e duro per sprecare energie. E, poi, domenica ci sarà un altro arrivo, il secondo di quattro dell’edizione del centenario della “corsa rosa”, in salita sul temibile Blockhaus.
La quarta tappa del #Giro100 ha detto anche che Bob Jungels (Quick-Step Floors) potrebbe essere un temibile avversario quando le strade del Giro d’Italia tornerà a puntare verso l’alto. Da ieri, il campione lussemburghese indosserà la maglia rosa e la porterà per qualche giorno. Di certo sfilerà con il simbolo del primato sui viali di Messina e vi prenderà il via da Reggio Calabria: la città che aspetta la carovana dei ciclisti per la partenza della sesta tappa giovedì mattina. “Non ho creduto a Fernando Gaviria – ha detto Bob Jungels – quando mi ha detto che gli avrei tolto io la Maglia Rosa. È sempre un sogno e per indossarla serve anche un po’ di fortuna. La squadra ha lavorato benissimo, dovevamo essere furbi. Vorrei tenere la maglia più a lungo dell’anno scorso ma c’è una tappa molto importante domenica al Blockhaus. Sarà più adatta a scalatori puri come Quintana ma spero di stare in testa alla generale il più a lungo possibile”.

 

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