La fuga arriva fino alla fine. Lo svizzero Silvan Dillier conquista la sesta tappa del #Giro100 partita da Reggio Calabria

dillierAveva ragione Luca Scinto ad arrabbiarsi con i suoi. Aveva ragione a “punirli” facendoli tirare per buona parte della tappa che ha portato la carovana del Giro d’Italia numero 100 all’ombra delle Terme Luigiane. Il direttore sportivo della Wilier Triestina aveva ragione perché era riuscito a capire sin da subito che la fuga partita dopo cinque chilometri dal via di Reggio Calabria sarebbe stata quella giusta.

Glielo suggeriva il suo fiuto da campione, glielo diceva il suo cuore da attaccante. E Luca Scinto non ha sbagliato. Al termine dei 217 chilometri previsti dal “Garibaldi” della corsa rosa e tirati a oltre 43 chilometri orari, infatti, la fuga è stata quella vittoriosa.

Così, sul traguardo che ha visto trionfare il russo Konishev nel 1993; Maurizio Fondriest nel 1995; Lorent Jalabert nel 1999 e Stefano Garzelli nel 2003, ha iscrivere il suo nome nell’albo d’oro di Terme Luigiane è stato uno svizzero: Silvan Dillier, portacolori della Bmc di 27 anni, con cinque vittoria in carriera prima di ieri (l’ultima delle quali nel 2015) e alla seconda presenza al Giro d’Italia.

E’ stato lui il più forte del quintetto che ha caratterizzato la sesta tappa del giro del centenario. Silvan Dillier ha regolato, staccandolo di “mezza macchina” al termine di una volta ristretta, Jasper Stuyven, corridore belga della Trek Segafredo che il Mads Petersen ha sostenuto sino a pochi chilometri dalla retta finale, e Lukas Postelberger, l’austriaco della Bora prima maglia rosa del Giro 2017 che è stato il primo a cedere a duecento metri dallo striscione d’arrivo.

Solo quarto, invece, Simone Andreetta, 24enne della Bardiani Csf di Bruno e Roberto Reverberi, che non ha resistito al cambio di ritmo imposto dal belga Jasper Stuyven ai meno cinque dal traguardo.

Niente da fare per il gruppo. Il suo inseguimento, partito seriamente solo ai meno 40 dal traguardo finale e quindi tardivo, non ha portato i frutti sperati. Il forte vento di scirocco, che ha sostenuto la marcia del gruppo, ha aiutato i fuggitivi che sono anche arrivati ad avere oltre otto minuti di vantaggio, tre minuti in più di quella che la carovana ritiene la “soglia” massima di ritardo recuperabile in corsa.

Il finale di tappa, disegnato come una grande classica, ha fatto il resto. Da Fuscaldo, infatti, è stato un continuo su e giù che ha portato il gruppo allo strappo finale di due chilometri lungo i quali le pendenze hanno sfiorato anche il 10%. Un percorso che, facendo un salto nel passato, avrebbe visto come favorito Paolo Bettini, “Il grillo” che nel 2005 vinse a Tropea e conquistò la prima maglia rosa del Giro numero 88 quello che era partito da Reggio Calabria e aveva salutato, con un cronoprologo in notturna, l’addio alle corse del “Re Leone” Mario Cipollini.

Le condizioni climatiche, le insidie del tracciato e la “disattenzione” di qualche direttore sportivo hanno chiuso le porte ai velocisti. Hanno avuto spazio i “cacciatori di tappe” e nel gruppo dei migliori nessuno si è fatto male. Nibali, Quintana, Dumoulin, Mollema, Van Garderen e compagnia sono arrivati spalla a spalla a poche decine di metri di distanza dai vincitori. Nessuna rivoluzione nemmeno nella classifica generale, con il lussemburghese Bob Jungels che mantiene sulle sue spalle la maglia rosa.

“Non so ancora come ho fatto a battere Stuyven – ha commentato a caldo lo svizzero Dillier – che è uno sprinter molto forte. Su uno sprint in salita come questo sono riuscito a spingere un rapporto lungo: ho continuato a credere in me stesso e ho tirato fuori tutte le energie che mi erano rimaste. È la mia vittoria più importante”.

Domani tappa lunga (224 km) da Castrovillari ad Alberobello e, sulla carta, favorevole alle ruote veloci.

Oggi, infine, anche Reggio Calabria ha ricordato Michele Scarponi: quello che doveva essere il capitano dell’Astana al #Giro100 morto tragicamente durante un allenamento in previsione della corsa rosa.

“Chi vive nel cuore di chi resta, non muore mai”. Con uno striscione posizionato sulla facciata del Grande Albergo Miramare, palazzo di pregio della Città di Reggio Calabria, prospiciente il Lungomare Italo Falcomatà, l’Amministrazione comunale reggina ha omaggiato oggi in occasione della partenza della sesta tappa del Giro d’Italia il ciclista Michele Scarponi, campione dell’Astana tragicamente scomparso in un incidente stradale poche settimane fa mentre si allenava proprio per l’avvio della carovana rosa.

«In una splendida giornata di festa abbiamo dedicato un pensiero anche a chi questa gara purtroppo non la correrà – ha spiegato il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – la città oggi celebra l’apoteosi dei valori sportivi, il Lungomare si è colorato di rosa, la città ha abbracciato la carovana del Giro, migliaia di persone hanno avuto la possibilità di apprezzare le straordinarie bellezze del nostro territorio. E’ stata davvero una splendida giornata, alla quale Reggio ha voluto partecipare ricordando un campione come Michele Scarponi, grande professionista innamorato di questo sport, il cui ricordo rimarrà indelebile nella storia del Giro e del ciclismo mondiale. Questa festa è anche sua».

 

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