Cultura. Povero Mezzogiorno

“Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale. Vengo anch’io? No tu no”. Sono le parole cantate da Enzo Jannacci a rendere plasticamente comprensibili gli ultimi dati forniti dallo Svimez, quelli che allargano il solco fra Nord e Sud d’Italia nel campo dei servizi e della cultura. Nel Mezzogiorno, in Calabria in particolare, non vengono rispettati i Lec: i Livelli essenziali di cultura. A queste latitudini la conoscenza è un bene di lusso e non un interesse primario. E’ importante ribaltare questo concetto. Pensarla diversamente sarebbe un errore clamoroso. Sotto il Pollino sono pochi gli zoo comunali, anche meno le piscine frequentabili, così come è sempre più difficile per i calabresi poter usufruire di servizi moderni ed efficienti. In tredici anni la spesa totale in cultura al Sud è crollata di oltre il 30%. La Calabria ha patito tagli per oltre il 40% degli investimenti. Sempre più evidente è anche la differenza, in termini di spesa, fra un cittadino che vive a Milano e uno che risiede a Reggio Calabria. Ma si potrebbe sempre “sperare tutti in un mondo migliore”. Ci possiamo sperare anche noi? A quanto pare, noi no.

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